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Valutazione Euristica

“Se volete un gran sito, dovete testarlo”. –  Steve Krug

Mi sono imbattuto spesso in questo termine su vari articoli, ma finora non avevo ancora appreso a pieno il suo significato più intrinseco. La valutazione euristica è una metodologia di valutazione dell’usabilità, da parte di un UX designer (di qui in poi UXd), nella quale si analizza un’interfaccia per definirne i punti di criticità e/o di debolezza secondo delle linee guida di “buona condotta progettuale” dette appunto euristiche.

E’, tra le tante valutaioni, quella più rapida ed economica datosi che è eseguita dal solo esperto di UXd e senza la necessità di partecipanti extra come avviene nei testi di usabilità puri. Si tratta essenzialmente di un controllo generale della navigazione di un sito e/o app indossando i panni dell’utente tipo. Simulando quindi tutte le operazioni tipiche di quell’applicazione, tramite dei task. Si basti pensare ad un sito che vende un ebook online, l’utente si registra, esegue l’ordine nel suo carrello, paga il prodotto, riceva una email di conferma e successivamente troverà nella sua app il libro in versione ebook da leggere. Tutte queste operazioni vengono valutate nella bontà delle regole di usabilità come

  • Navigazione
  • Etichette chiare e comprensibili
  • Organizzazione dei contenuti
  • Posizionamento di pulsanti o field
  • Processi di registrazione o autenticazione
  • ecc…

Più o meno, anche se ogni UXd ha una sua checklist personale, le operazioni o task da eseguire per avere una valutazione affidabile sono quasi sempre le stesse.

Sono da considerare come base le “10 euristiche di Nielsen”, che riportiamo qui di seguito:

1. Informare l’utente sullo stato del sistema
2. Prevedere un linguaggio semplice e naturale
3. Dare controllo e libertà di uscita all’utente
4. Essere coerenti e tenere conto degli standard
5. Prevenire gli errori
6. Favorire il riconoscimento piuttosto che il ricordo
7. Fornire delle scorciatoie per gli utenti più esperti
8. Adottare un estetica ed un design minimalista
9. Aiutare l’utente a riconoscere, diagnosticare e recuperare gli errori.
10. Fornire aiuto e documentazione

Oltre a queste segnalo un sito che ha reso più contemporanee queste linee guida http://ixdchecklist.com/

 

La valutazione euristica può essere eseguita prima di iniziare un nuovo progetto o durante la progettazione stessa dell’applicazione. Nel primo caso si tratta di un check-up di usabilità per capire se il sito soffre di lacune relative alla facilità d’uso. Nel secondo caso si tratta di un vero e proprio test sulle soluzioni di design per definire il prodotto secondo un prototipo che risponda effettivamente alle esigenze degli utenti e soddisfi i task dell’app o sito web.

Se avete bisogno di una valutazione euristica del vostro sito e/o applicazione mobile non esitate a contattarmi.

Walter Fantauzzi
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I’m Human

I’m human è la prima caratteristica del mio skill che utilizzo ultimamente. Il mio primo compito, come consulente di aziende, è soddisfare le esigenze dei clienti reali generando Modelli di Business ed incrementare il fatturato del mio cliente.

Dopo 20 anni nel mondo della comunicazione come Art Director per brand medio grandi e pubblica amministrazione, il mio orientamento attuale è rivolto a soddisfare le esigenze di progettazione di modelli di business per le aziende, creando per loro incrementi di fatturato tramite l’analisi di User Experience con effort efficaci che faccia sbalzare la loro revenue economica in tempi utili.

Contattami per una consulenza gratuita via email su info@ux360.it.

 

 

 

 

 

 
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Il capitale umano

Da circa due mesi, per un corso stampa 3D di un caro amico professore, faccio da assitente di laboratorio. Sono tutti ragazzi millenials, che saranno gli uomini e le donne del futuro. Sento ogni volta una grande responsabilità nel rispondere alle loro domande, ed è quello che dovrebbero avere tutti gli insegnanti… Perchè loro sono il “capitale umano“.

Walter Fantauzzi

CEO UX360

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Il Posterone degli elementi UX e UI

Ho scovato questa rappresentazione grafica del gruppo designer Bankai e lo reputo molto interessante. Essendo l’universo UX e UI in continua espansione, risulta impossibile considerare tutti i tools, imput, output e metodi per massimizzare l’estetica e le funzionalità. Perdere elementi fondamentali per la realizzazione di product design è un rischio reale. Con questi concetti da tenere a mente Bankai ha realizzato un monumentale task concentrico (scaricabile qui) con visualizzati i dati UX/UI da stampare e tenere appeso al muro del vostro ufficio.

Lo schema concentrico ti permette in 15 secondi di catturare visivamente ogni singolo elemento dei mondi UX/UI. E’ quindi uno spettro completo dei tools da poter prendere in considerazione durante la progettazione di un ambiente web o app. Permettendo agli occhi degli spettatori di passare dal centro si può seguire un filo di argomenti verso l’esterno in modo granulare.

 

Source: Bankai

 

Il Sommario

Il diagramma è diviso in diverse categorie al livello top. Queste presentano un salto da un punto di lancio da considerare prima della progettazione di un nuovo prodotto. Riassumiamo ciascuno di questi per evidenziare come si naviga lo schema a ruota delle UI e UX per derivare l’approccio definito del flusso di lavoro e i set degli strumenti.

 

Tools

I tools UX UI a forma di fetta di torta presentare gli strumenti digitali che i designer possono visualizzare per sostenere il processo di analisi che va dal wireframing fino alla realizzazione dei mock-up ad alta definizione.

 

Action Buttons

I modelli UX UI sono stati solidificati in un insieme comune di controlli riconoscibili, che si tratti di un componente aggiuntivo al carrello icona o altri controlli dell’interfaccia utente. Avendo questi modelli chiave davanti e al centro si potrà realizzare una usabilità maggiore durante il processo di progettazione.

 

Input Device

I nuovi dispositivi di input stanno venendo costantemente alla luce. Per esempio ci i nuovi occhiali VR di google che hanno un tasto per controllare le interazioni e che forniscono nuove sfide per i designer di prodotto. In questa sezione della torta elenchiamo le periferiche di input per aiutare il brainstorming per le capacità che ogni dispositivo ci può presentare.

 

Output Device

I dispositivi di uscita sono un altra considerazione dei processi UI e UX in continua evoluzione. Che si tratti di TV, PC, Smartphone o uno dei tanti altri dispositivi indossabili o occhiali di protezione, bisogna dare la giusta priorità a seconda del vostro design di prodotto che dovrà essere in linea con il target di utenza.

 

User Controls

Qui ci sono i diversi controlli standard delle app che formano la maggior parte delle possibili interazioni che gli utenti sono abituati a fare. Come i menu a discesa o altri.

 

Visual Design

Il visual design è il livello massimo dei metodi di comunicazione tramite immagini, fonts, colori ed altre forme base della grafica.

 

Collaboration

Sono i metodi di lavoro aggregativo dalla prospettiva del  design thinking sino alla migliore UX & UI.

 

Sketching

Qui a colpo d’occhio abbiamo i tool di sketching e wireframing che noi tutti amiamo usare per realizzare visivamente le nostre idee.

 

User Satisfaction & User Testing

Il nuovo punto di riferimento nel settore dei servizi UX e di interfaccia utente è quello di avviare rigorosi test di prodotto. Anche se il test utente non è un concetto nuovo, la sua definizione è stata rafforzata a un livello di preminenza grazie agli stimoli mossi da alcuni aspetti del metodo Agile e pratiche di Lean che rendono il feedback degli utenti un fattore centrale per la definizione user test. Nello schema sono coperte una serie di soluzioni di test utente per supportare il flusso di lavoro.

 

Site Mapping

È l’esempio di progettazione UX e ci sono varie forme che esso assume a seconda della vista che si desidera comunicare al vostro team ed agli stakeholders.

 

Prototyping

La prototipazione sta rapidamente diventando una zona innovativa in forte espansione. Prodotti come Adobe Experience Design, Invision e UX Pin stanno vedendo una crescita elevata proprio per questo tipo di processo essenziale durante una progettazione.  Ti danno la possibilità di avere un feedback precode in modo da avere l’opportunità di raccogliere informazioni preziose per lo sviluppo di progetti di prodotti a titolo interattivo prima che una sola riga di codice venga scritta.

 

Content

È il re di tutti i progetti di design. I contenuti sono disponibili in un vasto numero di forme ed avere diversi tipi di contenuto davanti e al centro può servire da trigger per ideazione di potenziali opzioni di comunicazione ed interazioni.

 

Data Analytics

Se il contenuto è re, allora i dati di analisi sono i loro “privati consiglieri fedeli”. Forniscono spunti su come modificare il contenuto e soddisfare nuovi obiettivi, e permettono di ottenere intuizioni per nuove strade da percorrere al fine di un miglioramento continuo.

 

Conclusione

Bankai spera che la loro infografica UX/UI  presenti fonti di ispirazione per il vostro prossimo progetto di design. Consideratelo un dono di Bankai per il vostro studio.

 

Scarica qui il poster A0

 

 

UXblog by Walter Fantauzzi

 

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L’evoluzione dell’UX/UI designer nel Product Designer

Che cosa è un prodotto? Fino a poco tempo fa, il termine è stato usato solo in relazione a qualcosa di materiale e spesso si trovano in un negozio di vendita al dettaglio, ma al giorno d’oggi vale come prodotto anche quello digitale. Le applicazioni, sono i moderni prodotti digitali.

Quando si tratta di costruire grandi prodotti, il design è la “caratteristica” principale. Più importante è la fase in cui il prodotto domina, e più il prodotto contraddistingue la società che l’ha realizzata con un reale vantaggio rispetto ai concorrenti.

Image credit: Wired

L’industria del design si è evoluta parecchio negli ultimi anni e oggi ci sono una serie di responsabilità racchiuse sotto il cappello dei termini: UX Designer, UI Designer e progettisti di prodotto.

“Qual è la differenza tra questi ruoli di posti di lavoro?”

È una domanda abbastanza comune nel settore della progettazione. Diamo un senso a ciò che ciascuno di questi titoli significa veramente, e osserviamo il motivo per cui l’evoluzione della UI / UX Designers in designer di prodotto è una conseguenza logica nell’era della tecnologia moderna.

UX, UI, prodotto: chi fa cosa?

Tutti questi ruoli hanno una cosa in comune – Tutti progettano come un utente interagisce con un prodotto. Ma queste persone svolgono funzioni leggermente diverse per raggiungere lo stesso obiettivo.

UX DESIGNER

Lo UX designer è principalmente il progettista di come deve essere percepito il prodotto. L’obiettivo è rendere l’interazione dell’utente più efficiente e semplice il più possibile. Lo UX designer osserva il Mindspace di un utente e sopprime questi potenziali problemi grazie a:

  1. Progettazione di diversi scenari utente del prodotto e modelli di costruzione dell’interazione.
  2. Ricorre a vari tipi di test e guardando ciò che gli utenti fanno (ad esempio studi di usabilità-laboratorio, eye-tracking, test A / B, sondaggi e-mail, ecc) rileva delle problematiche e le soluzioni.
  3. Prototipa un’interfaccia e creare la logica di prodotti attraverso wireframe.
Image credit: Nintendo

UI Designer

Lo Ui designer progetta l’interfaccia utente, sono le persone che realizzano primariamente come il prodotto si presenterà visivamente. Sono responsabili per il modo in cui vediamo il prodotto nella sua versione definitiva. Hanno il compito di progettare ogni schermata o pagina con cui un utente interagisce e si assicurano che l’interfaccia utente comunica visivamente la logica che il progettista UX ha progettato (per esempio, un designer UI creando un cruscotto dati può far fronte agli elementi per interagire con l’utente). Lo UI designer sono responsabili per la creazione di una guida di stile e linguaggio visivo unificato che viene applicato attraverso gli elementi interattivi nell’app.

 

Product Designer

Il Product Designer è un termine usato per descrivere un designer che è generalmente coinvolto nella creazione del look and feel di un intero prodotto. Molti progettisti si considerano i progettisti che progettano esperienze. Questo significa che un product designer è colui che fornisce una visione reale per UX e UI designer quando si tratta di come determinate funzioni dovrebbero lavorare, o come un certo controllo dell’interfaccia utente dovrebbe apparire.

 

Le aziende usano il termine ‘Product Designer’ in modo diverso; la definizione più generale è una persona che è un campione nel soddisfare le esigenze di un utente. Come ha detto Justin Edmund, “Un designer di prodotto sovrintende la visione di prodotto da un livello alto per un livello di esecuzione basso (come fare lo styling di un pulsante e come questo impatti sull’utente quando scorre attraverso questa funzione). ”

 

In conlusione

Il Product Designer rappresenta il prossimo allargamento del campo di applicazione del design, dal solo User Experience design verso uno stato ancora più ampio di progettazione per un intero percorso di sviluppo del prodotto.
I migliori prodotti sono costruiti da persone che capiscono l’intero flusso. Al fine di rendere tali prodotti, gli UI / UX designer dovrebbero cercare di evolversi in designers di prodotto in grado di generare ed elaborare un insieme di informazioni aggiuntive per ottenere il miglior risultato.

 

Walter Fantauzzi

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8 regole del Fight Club applicate alla UX design

Negli anni 90, il mitico David Fincher realizzava lo straordinario film cult intitolato Fight Club dall’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Un film che ha aumentato la sua fama negli anni fino a diventare un’icona speciale per una filosofia di pensiero unica ed identificabile con “Fight Club” come insegnamento di vita. Tyler Durden (il personaggio interpretato da Brad Pitt) parlava direttamente a me, quando il film veniva proiettato sullo schermo, come se fosse un docente in realtà virtuale, pertanto potrei traslare quelle filosofie in una Fight Club per UX in 8 utili regole.

 

1. Solo quando avrai perso ogni cosa sarai libero di poter realizzare di tutto

Tyler ci dava questa pillola di saggezza mentre una sostanza chimica divampava tra le sue mani. C’era una soerta di filosofia illuministica nello spiegare che perdere tutto è essere liberi per poter ricominciare da zero. Era qualcosa di eccitante che allo stesso tempo spaventava. E’ la possibilità di ripartire da zero!

 

Applicando alla UX la filosofia di Tyler potrei dire che è obbligatorio rimuovere tutto quello che non è necessario, superfluo o semplicemente inutile. Abbandonare tutti i relitti che ci rallentano verso la via del successo. Ogni elemento nella progettazione dovrebbe essere funzionale e avere uno scopo.

Così come diceva Antoine De Saint-Exupery

“La perfezione viene raggiunta, non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere.”

 

2. Attaccare delle piume sul tuo culo, non fa di te un pollo

Questo è essenzialmente quello che Tyler ci dice per credere in noi stessi e renderci conto di chi siamo senza cercare di essere qualcosa che non sei. E’ importante però attuare anche questa regola nella UX e potrei enunciare che è bene si valutare le soluzioni messe in altro da altri, capirne i segreti ma non certo cercare di imitarli. Noi non siamo loro, quelle regole potrebbero non valere per il nostro mercato o per il nostro progetto ma potrebbe essere un riferimento o un case study da valutare. Che si tratti di una certa interazione paradigma o una struttura di navigazione, ponetevi le domande vitali:  perché, chi, come e quando si sta utilizzato questo oggetto nella vostra UX.

3. Le cose che possiedi finiscono per possederti

Ok, se qualcuno ama davvero quello che facciamo e spende ogni loro momento nella giornata ad interagire con esso allora va tutto alla grande. Ma nella realtà non aspettatevi questo. Dopotutto anche i nostri users hanno una vita da vivere e di certo non la passeranno al 99% sulle nostre app o sui nostri siti.

 

4. Rifiuta gli assunti di base della civiltà, in particolare l’importanza dei beni materiali.

In questa frase Tyler si scontra con un problema, che oggi credo sia più catastrofico di 20 anni fa quando uscì il film. Si tratta di non dare totale importanza ai beni materiali. Vorrei tanto sapere, oggi, quali sarebbero state le reazioni di Tyler a Facebook, Snapchat, Instagram e compagnia bella. Ovviamente Tyler va abbastanza in estremo per definire il suo punto di vista, ma in sostanza ci sta dicendo di essere consapevoli su ciò che abbiamo effettivamente bisogno rispetto a quello che vogliamo.

Ecco perché è molto importante che noi creiamo esperienze che contano veramente per le persone.

Che si tratti di risolvere un problema, rendendo la loro vita più facile in qualche modo, o semplicemente intrattenendoli dobbiamo realizzare applicazioni utili. Fate attenzione nel vostro lavoro, e se renderete la vita di una sola persona migliore, siatene orgogliosi.

 

5. Questa è la tua vita, e sta finendo un minuto alla volta.

Ok, questo è piuttosto un sentimento deprimente, così possiamo dargli un’occhiata in un modo un pòdiverso. La vita è fugace e il nostro tempo è breve, per cui dobbiamo fare i conti con ogni momento che viviamo. Possiamo applicare questa filosofia UX in due modi diversi. In primo luogo, capire abbastanza rapidamente la mente del nostro utente e sulle sue necessità o meno, in modo che continui ad utilizzare il nostro prodotto o servizio. Un’app difficile da usare o frustrante, farà scappare il nostro user.

Perché? Perché la vita è troppo breve per sprecare su roba scadente.

In secondo luogo, è troppo breve anche per noi nello sprecare il nostro tempo nella creazione di qualcosa che non sia diverso ed che sia un’eccellenza. Se siamo in grado di rendere la vita dei nostri utenti solo un pò migliore durante il loro breve tempo su questa Terra, non sarà altro che tempo speso bene, giusto no?

 

6. Non sei un unico e bel fiocco di neve

Filosofia interessante. Tyler ci ricorda che siamo tutti fatti della stessa materia organica in decomposizione, quindi in definitiva ciò che conta è solo l’individualità! Questo è anche un po ‘un aspetto negativo, quindi cercherò di rigirare in modo più utile il concetto.

Come UX designer, dovremmo cercare di reinventare la ruota ogni volta che iniziamo un nuovo progetto?

Probabilmente no, sarebbe stupido. Va bene però appoggiarsi sugli esempi di altri che sono arrivati ad un obiettivo, prima di noi. Utilizzare soluzioni di successo che sono già là fuori (per il web) per aumentare le informazioni sul proprio lavoro (ma ricordatevi di non attaccare le piume fino il culo, ovvero di non essere superbi) è essenziale. Se le persone godono utilizzando un certo paradigma, potete cavalcare l’onda e utilizzarlo per aiutare le interazioni dei vostri utenti con la vostra app. Sì, l’originalità è fondamentale, ma fate attenzione a non creare frustrazione e porre ostacoli tra lo user e l’interfaccia dell’app.

7. Potrò mai essere complete. Potrò mai essere soddisfatto. Potrò mai essere perfetto.

Vogliamo che il nostro lavoro sia ottimo, ma se si raggiunge quel punto, dobbiamo fermarci? Io non credo. Dobbiamo spingere costantemente noi stessi e il nostro lavoro al meglio, sempre più avanti.

Uno dei fattori che ci permette di spingere noi stessi ulteriormente è la prova. Provare costantemente!!!

 

8. Io dico di smettere ad essere perfetto, dico di cercare di evolverci, e lasciare che i trucioli cadano dove possono.

Tyler ci sta dicendo che va bene anche non essere, o anche non sforzarsi di essere, perfetto. Se le cose non sono esattamente perfette, va bene lo stesso – tanto non rimarrà così per sempre.

Sfruttate al meglio la situazione, apprezzare e godere di ciò che si ha.

Qualunque cosa tu stia facendo in questo momento potrebbe non essere perfetta. E va bene così! Qualunque cosa stai facendo può evolvere, non è finita ancora. E questo è esattamente ciò che un buon UX dovrebbe fare.

Dobbiamo sempre essere la risposta ai desideri dei nostri utenti, ai loro bisogni creando continuamente un prodotto o servizio che possano amare.

Come UX designer, dico di abbracciare la filosofia del Fight Club UX, osservare le sue filosofie e i suoi messaggi nascosti, perché in realtà può aiutarci a creare esperienze migliori.

 

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Le Aziende Italiane amano le pezze!

Loading Perpetuo!

“Alla faccia della User Experience” dopo ore ed ore di offline per il sito di un noto servizio italiano, scopro che il tutto era per lanciare il nuovo portale dove c’è stata la morte della UX.

Simpaticamente ho fatto notare su Twitter che il sito era offline

Beh, “che che se ne dica” come al solito la solita pecionata (definizione di: pezza, toppa, artefatto, barbatrucco, mpiccio o ‘mbroglio) all’Italiana, magari da un sacco (molti ma molti) di euro. Ebbene si, sono veramente affranto da quanto accade per la UX nei portali istituzionali in Italia e come al solito questa ne è la dimostrazione. In pratica hanno lasciato un portale con il solito cruscotto (una sorta di escamotage informatica) messo tra lo strato del vecchio sito e una bella grafichetta nuova. Il risultato? Un casino estetico che disorienta lo user. Figuratevi che mi sono perso anche io nel cercare l’estratto conto online del conto bancario.

Eccolo qua, nell’immagine sottostante il portale in tutto il suo splendore.

Resta il fatto che… dove cavolo lo avete messo il conto corrente? Forse una delle operazioni che lo user utilizza di più visto che non vuole fare mega-file negli uffici fisici. Ed inoltre, il valore aggiunto del portale è proprio quello di permettere operazioni bancarie “al volo”, senza fila e senza code, comodamente da casa. Ma allora io dico, se il vostro core business per fare introiti monetari sono operazioni bancarie, perchè cavolo le mettete fuori dalla schermata visiva principale? Cioè io (user) devo scorrere la vista per andarmi a cercare la sezione del conto bancario. Allora il designer che ha progettato il sito potrebbe dirmi: Walter, sei un coj**ne perchè nel menù in alto c’è… si ma dove sta? Quale tra le due informazioni che mi indichi del conto bancario è quello corretto?

Nella schermata successiva, ecco il menu a tendina che si apre quando cliccate su CONTI CARTE E FINANZIAMENTI. Beh che dire si evidenzia in azzurro la voce selezionata ma resta evidente anche SERVIZI ONLINE che è un’altra sezione ammucchiata con le voci di menu. E’ tutto n’ammischio (un miscuglio), dicono in ciociaria (la mia patria). Tornando a bomba, visto che sono su di giri e colmo di rabbia perchè non si investe negli UX designer… Io dico a chi ha progettato il tutto: << hai tenuto conto che siamo in europa?>> ovvero noi leggiamo da sinistra verso destra per cui il nostro cervello si aspetta di trovare le informazioni più importanti su di un sito a sinistra…

 

…E il designer (magari poverino, è stato costretto a fare porcate sotto minaccia o moneta) mi potrebbe dire: <<si Walter, il boss mi ha detto di mettere li le informazioni pubblicitarie dei servizi e non i servizi online>>. Ed io gli direi:<< Ti dovevi impuntare e dire al tuo boss o al dirigente dell’azienda: NON CAPISCI UN CA***o>> come farebbe Steve Jobs, spiegandogli con mappe di calore, con analisi di UX che la scelta è una pura ed emerita cazz***ta.

Avete disorientato l’utilizzatore, come al solito facendo un casino epocale!!!! 

La zona Rossa che dovrebbe essere la parte principale, quella che dovrebbe contenere (per logica) i servizi che potrei avere online, subito!, Al volo! li ho messi in una zona che non mi sarei mai aspettato. Confido a contraddirmi ad ognuno di voi… vi aspettereste dei servizi nella zona verde? Siete abituati a trovarli li in altri siti?

Se fosse così scrivetemi pure, con tanto di capture screen!

E la cosa più bella, dopo che hai usato il 99% del tuo cervello, aver trovato dove devi cliccare per un cavolo di estratto conto… ti compare questo: TA DA”””!

IL SITO VECCHIO!

 

 

Che dire? Io, come ho detto in vari video post, veramente vorrei andare a zappare la terra… almeno ho una dignità professionale. Ma qui siamo al paradosso del paradosso. Portali istituzionali che non rispettano una ben che minima regola di UX, di accessibilità di ergonomia… E se ho fatto fatica io che sono “informatizzato” in un certo senso, uno come mio padre o mia madre come cavolo può usufruire dei servizi?

 

Utile o non utile? Questo il dilemma!

 

Walter Fantauzzi

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UX Lean Canvas

In molte situazioni di lavoro giornaliere, io non uso quasi mai un canvas (una sorta di canovaccio inteso come riferimento o modello) standard. Preferisco sempre tessere una sorta di Business Model Canvas direttamente con il mio cliente e in base al progetto che sto portando avanti.

Template di Lean UX Canvas

Recentemente un cliente mi ha chiesto di codificare dei prodotti training che avevamo creato insieme. Mi sono quindi Basato su un processo di Lean Canvas si Ash Maurya.

Secondo Ash il modello Lean Canvas si focalizza su quali sono i problemi dei clienti che il mio prodotto /servizio va a soddisfare; molto spesso, dice Ash nel suo libro, lo startupper o laspirante imprenditore si focalizza e concentra tutte le sue energie su una “sua soluzione”. In realtà sono più importanti  i problemi da soddisfare che le soluzioni da identificare se queste non nascono prima dallattenta valutazione delle alternative per la risoluzione dei problemi.

Di seguito ecco il Lean Canvas risultante per Il gioco nei casino italiani della rete e vietato ai minori di 18 anni.

Modello di Lean Canvas per Social Minds

Ash raccomanda di partire dalla descrizione del problema e poi identificare la alternative esistenti.  Successivamente vanno valutate la soluzione, lemetriche e la UVP, che dovrebbe riflettere i problemi evidenziati.

A questa tabella, poi, si aggiungono la struttura dei costi e dei ricavi.

Questo è un modo abbastanza elastico di realizzare un Lean Canvas.

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Come evitare il Caos nei vostri CSS

Il comportamento, inteso nel modo in cui si lavora, anche per la realizzazione di un CSS potrebbe essere soggetto ad una bella dose di UX design. La User Experience, anche un modo per lavorare meglio, uno strumento che possiamo a nostra volta utilizzare per migliorare il nostro modo di lavorare.

Se siete dei web designer di sicuro vi sarete imbattuti nei CSS (Cascading Style Sheets) mentre realizzavate una pagina web. Molto probabilmente avrete sentito dire dai vostri colleghi, che miracoli possono fare i CSS, tipo diminuire il tempo di caricamento di una pagina o come far risparmiare tempo prezioso quando si progetta una pagina web. I CSS sono un vero e proprio “salva vita”, quando volete riprogettare le vostre pagine web o il vostro sito. I CSS hanno un valore inestimabile sia per i designer che per i developer quando lavorano insieme per creare bellissimi siti web dinamici.

 

Tenere un CSS pulito, ti aiuta ad implementare le idee senza perder tempo

Se non avete una buona confidenza con i CSS vi consiglio di realizzare dei piccoli esempi passo-passo in modo da imparare a tenere bene ordinati i vostri CSS per trarne i maggiori benefici.

 

USARE I FRAMEWORKS

Molti web designer creano e pubblicano dei frameworks (una sorta di software che genera altri software) che contengono già un set di regole per gli oggetti e/o elementi più comuni, usati nelle pagine web.

I framework possono aiutarvi a creare un style decente per il vostro website in pochissimo tempo. E’ un mondo in cui sperimentare e magari il vostro set di colori, font ed elementi vari potrebbe essere un prossimo framework popolare.

 

Sforzatevi a favore della semplicità

Più passerà il tempo e più il vostro sito crescerà nei contenuti, sezioni, pagine ecc… Quindi scrollare (scorrere) le moltitudini di righe dei vostri CSS sarà un oblio. Potete però vare un overlap o override di qualsiasi elemento con un CSS che si sovrapponga a quello vecchio.

 

Strutturare il vostro file

Di sicuro il codice aumenterà notevolmente e prima o poi vi troverete a cercare porzioni di codice all’interno di un CSS immenso. Un mio consiglio è commentare il codice ed avere una struttura gerarchica, magari sezionando le parti di codice in aree come (in testa il codice per l’header, in un determinato punto del foglio CSS per l’elmento X e infine per l’elmento Y). Personalmente separo sempre le zone del foglio CSS con la stessa logica di dove sono posizionati i miei elementi, così da intercettarli facilmente.

  1. Tenete i vostri spazi tra gli elementi di regole e dichiarazioni nel CSS in modo uniforme, in modo da essere facilmente leggibili e/o interpretabili.
  2. Utilizzate nomi per le vostre classi e id in modo semantico o “familiare”, come per esempio per un div contact potete separare logicamente due elementi come un “contact_campotesto” da un eventuale “contact_immagine”.
  3. Tenete il codice DRY (Don’t Repeat Yourself – Ovvero non ripetetevi), se per esempio avete usato una classe nel vostro CSS non ripetetela o si creerà confusione.
  4. Mettete alla prova il vostro CSS con gli strumenti del W3C che possono testare la bontà del vostro file CSS.

Andare oltre le nozioni base

Se siete degli utenti un pò più evoluti potete valutare l’uso di programmi come SASS (Syntactically Awesome Style Sheets) o LESS. Sono degli ambienti IDE per poter gestire codici CSS molto complessi e variabili. Personalmente li sto ancora studiando dopo essermi imbattuto nel CMS Prestashop che utilizza proprio un IDE SASS.

 

In conclusione i CSS sono un grandissimo tool per migliorare le prestazioni e l’estetica del vostro sito web o quello del vostro cliente. Danno al vostro Brand un’identità ed influenzano la UX del sito, quindi non prendeteli sotto gamba.

 

Walter Fantauzzi

 

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Propositi per il 2017

I miei propositi per il 2017, pensieri professionali a confronto.