8 regole del Fight Club applicate alla UX design

Negli anni 90, il mitico David Fincher realizzava lo straordinario film cult intitolato Fight Club dall’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Un film che ha aumentato la sua fama negli anni fino a diventare un’icona speciale per una filosofia di pensiero unica ed identificabile con “Fight Club” come insegnamento di vita. Tyler Durden (il personaggio interpretato da Brad Pitt) parlava direttamente a me, quando il film veniva proiettato sullo schermo, come se fosse un docente in realtà virtuale, pertanto potrei traslare quelle filosofie in una Fight Club per UX in 8 utili regole.

 

1. Solo quando avrai perso ogni cosa sarai libero di poter realizzare di tutto

Tyler ci dava questa pillola di saggezza mentre una sostanza chimica divampava tra le sue mani. C’era una soerta di filosofia illuministica nello spiegare che perdere tutto è essere liberi per poter ricominciare da zero. Era qualcosa di eccitante che allo stesso tempo spaventava. E’ la possibilità di ripartire da zero!

 

Applicando alla UX la filosofia di Tyler potrei dire che è obbligatorio rimuovere tutto quello che non è necessario, superfluo o semplicemente inutile. Abbandonare tutti i relitti che ci rallentano verso la via del successo. Ogni elemento nella progettazione dovrebbe essere funzionale e avere uno scopo.

Così come diceva Antoine De Saint-Exupery

“La perfezione viene raggiunta, non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere.”

 

2. Attaccare delle piume sul tuo culo, non fa di te un pollo

Questo è essenzialmente quello che Tyler ci dice per credere in noi stessi e renderci conto di chi siamo senza cercare di essere qualcosa che non sei. E’ importante però attuare anche questa regola nella UX e potrei enunciare che è bene si valutare le soluzioni messe in altro da altri, capirne i segreti ma non certo cercare di imitarli. Noi non siamo loro, quelle regole potrebbero non valere per il nostro mercato o per il nostro progetto ma potrebbe essere un riferimento o un case study da valutare. Che si tratti di una certa interazione paradigma o una struttura di navigazione, ponetevi le domande vitali:  perché, chi, come e quando si sta utilizzato questo oggetto nella vostra UX.

3. Le cose che possiedi finiscono per possederti

Ok, se qualcuno ama davvero quello che facciamo e spende ogni loro momento nella giornata ad interagire con esso allora va tutto alla grande. Ma nella realtà non aspettatevi questo. Dopotutto anche i nostri users hanno una vita da vivere e di certo non la passeranno al 99% sulle nostre app o sui nostri siti.

 

4. Rifiuta gli assunti di base della civiltà, in particolare l’importanza dei beni materiali.

In questa frase Tyler si scontra con un problema, che oggi credo sia più catastrofico di 20 anni fa quando uscì il film. Si tratta di non dare totale importanza ai beni materiali. Vorrei tanto sapere, oggi, quali sarebbero state le reazioni di Tyler a Facebook, Snapchat, Instagram e compagnia bella. Ovviamente Tyler va abbastanza in estremo per definire il suo punto di vista, ma in sostanza ci sta dicendo di essere consapevoli su ciò che abbiamo effettivamente bisogno rispetto a quello che vogliamo.

Ecco perché è molto importante che noi creiamo esperienze che contano veramente per le persone.

Che si tratti di risolvere un problema, rendendo la loro vita più facile in qualche modo, o semplicemente intrattenendoli dobbiamo realizzare applicazioni utili. Fate attenzione nel vostro lavoro, e se renderete la vita di una sola persona migliore, siatene orgogliosi.

 

5. Questa è la tua vita, e sta finendo un minuto alla volta.

Ok, questo è piuttosto un sentimento deprimente, così possiamo dargli un’occhiata in un modo un pòdiverso. La vita è fugace e il nostro tempo è breve, per cui dobbiamo fare i conti con ogni momento che viviamo. Possiamo applicare questa filosofia UX in due modi diversi. In primo luogo, capire abbastanza rapidamente la mente del nostro utente e sulle sue necessità o meno, in modo che continui ad utilizzare il nostro prodotto o servizio. Un’app difficile da usare o frustrante, farà scappare il nostro user.

Perché? Perché la vita è troppo breve per sprecare su roba scadente.

In secondo luogo, è troppo breve anche per noi nello sprecare il nostro tempo nella creazione di qualcosa che non sia diverso ed che sia un’eccellenza. Se siamo in grado di rendere la vita dei nostri utenti solo un pò migliore durante il loro breve tempo su questa Terra, non sarà altro che tempo speso bene, giusto no?

 

6. Non sei un unico e bel fiocco di neve

Filosofia interessante. Tyler ci ricorda che siamo tutti fatti della stessa materia organica in decomposizione, quindi in definitiva ciò che conta è solo l’individualità! Questo è anche un po ‘un aspetto negativo, quindi cercherò di rigirare in modo più utile il concetto.

Come UX designer, dovremmo cercare di reinventare la ruota ogni volta che iniziamo un nuovo progetto?

Probabilmente no, sarebbe stupido. Va bene però appoggiarsi sugli esempi di altri che sono arrivati ad un obiettivo, prima di noi. Utilizzare soluzioni di successo che sono già là fuori (per il web) per aumentare le informazioni sul proprio lavoro (ma ricordatevi di non attaccare le piume fino il culo, ovvero di non essere superbi) è essenziale. Se le persone godono utilizzando un certo paradigma, potete cavalcare l’onda e utilizzarlo per aiutare le interazioni dei vostri utenti con la vostra app. Sì, l’originalità è fondamentale, ma fate attenzione a non creare frustrazione e porre ostacoli tra lo user e l’interfaccia dell’app.

7. Potrò mai essere complete. Potrò mai essere soddisfatto. Potrò mai essere perfetto.

Vogliamo che il nostro lavoro sia ottimo, ma se si raggiunge quel punto, dobbiamo fermarci? Io non credo. Dobbiamo spingere costantemente noi stessi e il nostro lavoro al meglio, sempre più avanti.

Uno dei fattori che ci permette di spingere noi stessi ulteriormente è la prova. Provare costantemente!!!

 

8. Io dico di smettere ad essere perfetto, dico di cercare di evolverci, e lasciare che i trucioli cadano dove possono.

Tyler ci sta dicendo che va bene anche non essere, o anche non sforzarsi di essere, perfetto. Se le cose non sono esattamente perfette, va bene lo stesso – tanto non rimarrà così per sempre.

Sfruttate al meglio la situazione, apprezzare e godere di ciò che si ha.

Qualunque cosa tu stia facendo in questo momento potrebbe non essere perfetta. E va bene così! Qualunque cosa stai facendo può evolvere, non è finita ancora. E questo è esattamente ciò che un buon UX dovrebbe fare.

Dobbiamo sempre essere la risposta ai desideri dei nostri utenti, ai loro bisogni creando continuamente un prodotto o servizio che possano amare.

Come UX designer, dico di abbracciare la filosofia del Fight Club UX, osservare le sue filosofie e i suoi messaggi nascosti, perché in realtà può aiutarci a creare esperienze migliori.

 

About the author: Walter

Business Model Maker