Le Aziende Italiane amano le pezze!

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“Alla faccia della User Experience” dopo ore ed ore di offline per il sito di un noto servizio italiano, scopro che il tutto era per lanciare il nuovo portale dove c’è stata la morte della UX.

Simpaticamente ho fatto notare su Twitter che il sito era offline

Beh, “che che se ne dica” come al solito la solita pecionata (definizione di: pezza, toppa, artefatto, barbatrucco, mpiccio o ‘mbroglio) all’Italiana, magari da un sacco (molti ma molti) di euro. Ebbene si, sono veramente affranto da quanto accade per la UX nei portali istituzionali in Italia e come al solito questa ne è la dimostrazione. In pratica hanno lasciato un portale con il solito cruscotto (una sorta di escamotage informatica) messo tra lo strato del vecchio sito e una bella grafichetta nuova. Il risultato? Un casino estetico che disorienta lo user. Figuratevi che mi sono perso anche io nel cercare l’estratto conto online del conto bancario.

Eccolo qua, nell’immagine sottostante il portale in tutto il suo splendore.

Resta il fatto che… dove cavolo lo avete messo il conto corrente? Forse una delle operazioni che lo user utilizza di più visto che non vuole fare mega-file negli uffici fisici. Ed inoltre, il valore aggiunto del portale è proprio quello di permettere operazioni bancarie “al volo”, senza fila e senza code, comodamente da casa. Ma allora io dico, se il vostro core business per fare introiti monetari sono operazioni bancarie, perchè cavolo le mettete fuori dalla schermata visiva principale? Cioè io (user) devo scorrere la vista per andarmi a cercare la sezione del conto bancario. Allora il designer che ha progettato il sito potrebbe dirmi: Walter, sei un coj**ne perchè nel menù in alto c’è… si ma dove sta? Quale tra le due informazioni che mi indichi del conto bancario è quello corretto?

Nella schermata successiva, ecco il menu a tendina che si apre quando cliccate su CONTI CARTE E FINANZIAMENTI. Beh che dire si evidenzia in azzurro la voce selezionata ma resta evidente anche SERVIZI ONLINE che è un’altra sezione ammucchiata con le voci di menu. E’ tutto n’ammischio (un miscuglio), dicono in ciociaria (la mia patria). Tornando a bomba, visto che sono su di giri e colmo di rabbia perchè non si investe negli UX designer… Io dico a chi ha progettato il tutto: << hai tenuto conto che siamo in europa?>> ovvero noi leggiamo da sinistra verso destra per cui il nostro cervello si aspetta di trovare le informazioni più importanti su di un sito a sinistra…

 

…E il designer (magari poverino, è stato costretto a fare porcate sotto minaccia o moneta) mi potrebbe dire: <<si Walter, il boss mi ha detto di mettere li le informazioni pubblicitarie dei servizi e non i servizi online>>. Ed io gli direi:<< Ti dovevi impuntare e dire al tuo boss o al dirigente dell’azienda: NON CAPISCI UN CA***o>> come farebbe Steve Jobs, spiegandogli con mappe di calore, con analisi di UX che la scelta è una pura ed emerita cazz***ta.

Avete disorientato l’utilizzatore, come al solito facendo un casino epocale!!!! 

La zona Rossa che dovrebbe essere la parte principale, quella che dovrebbe contenere (per logica) i servizi che potrei avere online, subito!, Al volo! li ho messi in una zona che non mi sarei mai aspettato. Confido a contraddirmi ad ognuno di voi… vi aspettereste dei servizi nella zona verde? Siete abituati a trovarli li in altri siti?

Se fosse così scrivetemi pure, con tanto di capture screen!

E la cosa più bella, dopo che hai usato il 99% del tuo cervello, aver trovato dove devi cliccare per un cavolo di estratto conto… ti compare questo: TA DA”””!

IL SITO VECCHIO!

 

 

Che dire? Io, come ho detto in vari video post, veramente vorrei andare a zappare la terra… almeno ho una dignità professionale. Ma qui siamo al paradosso del paradosso. Portali istituzionali che non rispettano una ben che minima regola di UX, di accessibilità di ergonomia… E se ho fatto fatica io che sono “informatizzato” in un certo senso, uno come mio padre o mia madre come cavolo può usufruire dei servizi?

 

Utile o non utile? Questo il dilemma!

 

Walter Fantauzzi

About the author: Walter

Business Model Maker