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Capire i tuoi clienti: 7 domande da porgli

Congratulazioni, dopo tanto faticare avete preso un nuovo lavoro di UX!

Ma la parte difficile, deve ancora arrivare!

Finchè sarete dei freelancer o lavorate per un’agenzia, non è detto che avrete tutte le informazioni di cui avete bisogno, sul vostro cliente e su ciò che vuole farsi realizzare. Ci sentiamo quindi un pò allo sbando e sopratutto alla cieca mentre camminiamo, su una bella autostrada!

Immagine: Capital One
Immagine: Capital One

Dovete quindi battervi, una seconda volta, per avere un primo contatto con il cliente finalizzato a reperire totalmente le informazioni necessarie per iniziare a lavorare. Dovete pretenderlo, dovete imporvi… e dimenticare il modus operandi all’Italiana che recita: “TU INTANTO FAMMI UNA PROPOSTA”! Dovete rispondere: “IO NON TI PROPONGO NIENTE, IO TI DO UNA SOLUZIONE AD UN TUO PROBLEMA”, mi raccomando ne va della Nazione stessa, ne va di tutti noi Italiani!

 

Cambiamo il modo di lavorare! Cerchiamo di essere al massimo della professionalità, perchè noi a differenza del resto del mondo… Siamo i più gandi!

 

Intervistate, programmate, definite! Con queste 7 domande.

In cosa siete diversi dai competitors?

Cosa vi distingue rispetto le migliaia di altre persone che offrono la stessa cosa?

Una domanda volta a capire la cultura aziendale, i loro servizi e prodotti, il loro spazio di lavoro e il loro approccio lavorativo.

Perché si vuole un nuovo marchio / logo  / sito web / applicazione?

Assicuratevi sempre che il vostro cliente inizia questo processo con motivate ragioni. Chiedetegli di preciso cosa vogliono migliorare o cambiare. Mettete in discussione le loro richieste di interventi rapidi e brevi per incrementare al massimo il loro Business, non esiste! Tutto va studiato e programmato.

Come pensi che migliorerà l’immagine aziendale?

Chiedete sempre cosa pensano di ricevere in cambio di un buon progetto di design. Dovete sempre tener conto come un nuovo restyling possa far vedere agli occhi dei clienti, la nuova azienda. Dovete fargli avere la visione di come risulteranno agli occhi degli altri.

Quanto pensate di investire?

Non evitate il problema più urgente: quanto c’è da spendere? Da qui capirete moltissime cose sul vostro cliente. Fate domande dirette e precise senza divagare, siate FERREI! E’ una regola speciale nel primo approccio con i clienti, prima di instaurare un rapporto di lavoro.

 

Quali sono gli obiettivi a lungo termine?

Questo legame nelle domande precedenti vi da un quadro di come saranno i tempi e i modi per sviluppare il vostro progetto di rebrending. Queste domande sono la spina dorsale di una compagnia, da qui capirete come si vedono e come si vedranno. Siate sicuri di aver chiesto tutto sul design esistente prima di iniziare. Molte aziende hanno già delle strutture grafiche esistente e spesso vi troverete a lavorare con loro.

 

Qual è la timeline per questi progetti?

Una chiara idea di timeline deve essere stabilita con tutto il team. E’ facile buttarsi a capofitto nel lavoro, essere eccitati all’idea di creare qualcosa, ma al cliente gli interessa quando lo consegnerai. Spacchetta tutti i processi e definisci una scadenza per ogni problematica da risolvere in vari step. Cerca di essere realista sui tempi, e creati un timeframe (un calendario con scadenze ben definite) e comunicalo al team e al cliente.

 

Chi sono i principali stakeholders e coloro che decidono?

Non è una domanda difficile, ma va fatta e deve essere subito definita. Ti occorro parlare con le persone giuste, senza divagare e senza cadere in situazioni che ti portino fuori pista.

 

Domande e risposte definitive devono essere alla base della vostra intervista, non date possibilità ai ma e ai se, che come dice un detto Italiano: non portano a nessuna parte. In uno scenario perfetto queste domande e risposte ti porterebbero a delle soluzioni rapide e giuste, ma purtroppo non sono mai la realtà, sopratutto nel nostro paese… dove vivono clienti indecisi e “ignoranti” in materia.

 

Educhiamoli, facciamoli sentire parte del progetto… diamogli la soluzione giusta!

 

Walter Fantauzzi

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Il metodo Star per il portfolio

Spesso sui forum di UX leggo richieste e indicazioni su come realizzare un portfolio dei lavori personali. Personalmente suggerisco il metodo STAR. Si tratta principalmente di una tecnica usata nelle interviste e colloqui conoscitivi e/o di lavoro, che possiamo comunque applicare alla realizzazione del nostro portfolio.

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Viene definito, in inglese, secondo 4 punti cardine:

  • Situation: The interviewer wants you to present a recent challenge and situation in which you found yourself.
  • Task: What did you have to achieve? The interviewer will be looking to see what you were trying to achieve from the situation.
  • Action: What did you do? The interviewer will be looking for information on what you did, why you did it and what the alternatives were.
  • Results: What was the outcome of your actions? What did you achieve through your actions and did you meet your objectives? What did you learn from this experience and have you used this learning since?

Possiamo applicare questo metodo per definire quindi un portfolio dei nostri lavori utilizzando i 4 punti:

  1. La Situation, ovvero la condizione in cui ci siamo trovati dopo le richieste del cliente
  2. Task,  descriviamo gli step eseguiti per risolvere tutte le problematiche ed affrontare l’analisi della UX
  3. Action, In parole povere: Che cosa abbiamo fatto! quale sono state le operazioni che hai eseguito per realizzare la tua UX?
  4. Results, infine i risultati. Se e come hai raggiunto gli obiettivi prefissati dal cliente, le problematiche risolte e l’esperienza che ne hai acquisito. E’ stato quindi un risultato vincente?

In base a questa metodologia, io propongo sempre un’analisi di ogni lavoro eseguito.

Possiamo quindi utilizzare questo metodo per realizzare il nostro portfolio lavori, descrivendo le condizioni in cui ci siamo trovati, come abbiamo affrontato l’analisi, cosa abbiamo fatto per realizzare il tutto ed infine, mostriamo i risultati.

Consiglio questo approccio anche quando si lavora a braccio con il cliente. Per avere un modus operandi ben consolidato. 

Walter Fantauzzi